Progetto finanziato dalla Comunità Europea

 

PNRRM1C3I2.2 – NEXT GENERATION UE CUP: G57B22000290004 ID: 007742

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MULINO ACQUAVIVA

Dove la Storia del Finalese scorre con l'Acqua

Benvenuti al Mulino dell'Acquaviva

 Il Mulino dell’Acquaviva è l’ultimo mulino superstite lungo il corso del torrente Sciusa, in località Cornei a Finale Ligure.

Incastonato in un’area di eccezionale valore naturalistico e archeologico, il mulino deve il suo nome alla sorgente cristallina che sgorga dalla Rocca di Corno e che, ancora oggi, ne alimenta il cuore pulsante.

Un tempo centro vitale dell’economia agricola locale per la produzione di olio e farina, oggi rinasce come modello di sostenibilità e polo culturale per tutto il territorio

L'IDENTITÀ UNICA DEL MULINO

Un'Icona Storica Intatta

Il Mulino dell'Acquaviva è l'ultimo esemplare superstite lungo il torrente Sciusa. Custodisce un apparato tecnologico unico, con ingranaggi in legno e macine in pietra che hanno prodotto farina e olio fino agli anni '50, rendendolo una testimonianza vivente della tradizione rurale medievale del Finalese.

Modello di Innovazione Sostenibile

Grazie ai fondi del PNRR , la struttura subirà un profondo intervento manutentivo, partendo dal manto di copertura per arrivare alle fondazioni. Ogni intervento sarà realizzato nel pieno rispetto dell’esistente mantenendo le peculiarità che il Mulino ha saputo conservare per lungo tempo. Un restauro conservativo per fermare il degrado con l’utilizzo di materiali e tecniche compatibili.

Hub Strategico per l'Outdoor

Situato in una posizione chiave per migliaia di appassionati di free climbing e mountain bike, il mulino può diventare un punto di partenza per i sentieri della Valle Cornei. Inoltre potrà essere inserito in un circuito di visite guidate, offrendo ai visitatori l'opportunità di conoscere da vicino la sua storia, le sue caratteristiche e il suo valore culturale e territoriale.

La Leggenda di Belenda: Un Mistero del XVI Secolo

Incastonata tra le mura medievali del mulino si cela la tragica storia di Belenda, la bellissima figlia del mugnaio dell’Acquaviva. 

La tradizione narra che, nella seconda metà del Cinquecento, il Marchese Alfonso II del Carretto si invaghì perdutamente della giovane e la fece rapire dai suoi “bravi” per rinchiuderla nei sotterranei di una torre.

Il nobile, accecato dal rifiuto di Belenda che non voleva cedergli, fece uccidere il padre di lei, che fu trovato stritolato negli ingranaggi del suo stesso mulino.

La fanciulla fu lasciata morire di fame nella sua prigione, dove il fidanzato Mendaro la ritrovò ormai priva di vita solo dopo la fuga del Marchese. Un racconto di coraggio e tragedia che ancora oggi avvolge il mulino di un’aura di eterno mistero

GALLERIA FOTOGRAFICA

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RESTAURO E CONSERVAZIONE

Grazie ai fondi del PNRR (Missione 1), il mulino è oggi protagonista di un restauro filologico d’avanguardia che coniuga il recupero storico con la sostenibilità ambientale.

Un innovativo impianto pico-idroelettrico sfrutterà la forza della sorgente naturale per produrre autonomamente l’energia necessaria all’illuminazione a LED, garantendo l’autosufficienza energetica della struttura.

Il progetto promuove l’economia circolare attraverso l’uso di materiali biocompatibili e il riuso creativo dei detriti di cantiere, trasformati in pregiate pavimentazioni storiche in cocciopesto.

Infine, un moderno sistema di fitodepurazione orizzontale assicura il trattamento ecologico delle acque reflue a impatto zero, proteggendo la straordinaria biodiversità del SIC “Finalese-Capo Noli”

ESCURSIONI E PERCORSI

Il Mulino dell’Acquaviva è il punto di partenza ideale per esplorare la Valle Cornei e l’entroterra finalese. Dalla fitta rete di sentieri che si diramano dal Ponte di Cornei, escursionisti e biker possono raggiungere chiese medievali, antiche cave di Pietra di Finale, grotte celebri per i ritrovamenti preistorici e borghi immersi nei tipici terrazzamenti liguri.

È anche prevista una stazione di sosta tecnica per e-bike, con una colonnina di ricarica alimentata dall’energia pulita del suo impianto pico-idroelettrico. Totem informativi con QR code e cartine guidano ciclisti ed escursionisti lungo i percorsi, mentre le macine e gli ingranaggi storici — parte del circuito MUDIF — trasformano ogni pausa in un’occasione di scoperta.

Sport, natura e tradizione si incontrano qui, in un unico luogo.

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Visita e Cultura

Con l’ingresso ufficiale negli itinerari del MUDIF — il Museo Diffuso del Finale — il mulino diventa parte di una rete culturale che collega i luoghi più significativi del territorio in un unico percorso di scoperta. Per la prima volta, l’intero apparato molitorio è visitabile in modo strutturato e continuativo: le grandi macine in pietra, gli ingranaggi in legno, il meccanismo che trasformava la forza dell’acqua in farina. Non più solo nelle giornate speciali, ma come tappa stabile di un’esperienza aperta a tutti.

 

Il mulino prosegue anche la sua storica vocazione didattica, accogliendo scolaresche per lezioni dal vivo sulla vita rurale e la meccanica antica. Totem informativi, pannelli e QR code arricchiscono la visita con contenuti multimediali — video sul funzionamento delle macine, approfondimenti storici, mappe del territorio — accessibili con una semplice scansione.

 

Situato presso il Ponte di Cornei, in sponda sinistra del torrente Sciusa, il mulino è anche un punto di orientamento fisico per chi esplora il Finalese. Da qui partono i sentieri verso il Castrum di Orco, la Chiesa di San Lorenzino e le cave storiche della Pietra di Finale. Una mappa interattiva e un punto di geolocalizzazione digitale, disponibili all’ingresso, permettono a escursionisti, arrampicatori e ciclisti di pianificare il proprio itinerario prima di mettersi in cammino.

 

Un luogo dove ci si ferma per capire. E da cui si riparte per scoprire.